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Carnevale di Venezia

Carnevale di Venezia
Il Carnevale di Venezia è uno dei più apprezzati e conosciuti carnevali del mondo. La prima testimonianza del carnevale risale al tempo della Repubblica di Venezia, più precisamente nel 1094: la Serenissima concedeva alla popolazione, soprattutto ai ceti sociali più umili, un periodo dedicato al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani si riversavano in tutta la città a far festa con musiche e balli sfrenanti. Durante questo periodo, i veneziani, con le proprie maschere e i propri costumi, nascondevano la propria identità e le classi sociali a cui appartengono, ed era anche autorizzata la pubblica derisione delle autorità e dell’aristocrazia. 
Il spettacolare Carnevale di Venezia è diventato una festa conosciuta a livello internazionale solo dal 18° secolo e ogni anno attrae migliaia di turisti. Durante questo grande evento, le maschere e i costumi più comuni sono:
- Baùta, una maschera bianca denominata ‘larva’ sotto un tricorno nero, generalmente abbinati ad un avvolgente mantello scuro di nome ‘tabarro’.
- Gnaga, un trasvestimento da donna per gli uomini che utilizzano degli indumenti femminili di uso comune e una maschera con le sembrianze da gatta e una cesta al braccio che, generalmente contiene un gattino. 
- Moretta, una maschera di velluto scuro, normalmente accompagnata da un delicato cappellino e dei indumenti e vellature raffinate. Si chiama anche ‘servetta muta’ poiché la maschera doveva reggersi sul volto tenendo in bocca un bottone interno. 
Le feste:
Ai primi tempi, si organizzavano dei divertimenti, festeggiamenti, burle e spettacoli in città, soprattutto in Piazza San Marco. C’erano dei giocolieri, acrobati, musicisti, danzatori, spettacoli e altre esibizioni. La popolazione locale danzava in maschera. Si vendevano ogni tipo di mercanzia, dalla frutta di stagione ai ricchi tessuti, dalle spezie ai cibi che provengono dalle terre lontane, soprattutto dall’Oriente. 
Ora il Carnevale dura solo undici giorni, dal sabato precedente al Giovedì Grasso al Martedì Grasso, mentre prima durava ben sei settimane. Attualmente si organizzano delle feste private e balli in maschera presso i grandi palazzi veneziani. 
Le feste delle Marie:
Durante il giorno della purificazione di Maria, ovvero il 2 di febbraio, si celebrava la benedizione delle spose (12 fanciulle le più belle e più povere della città) presso Basilica di San Pietro di Castello. In quel tempo sono le famiglie più agiate che donavano per dare della dote alle spose, mentre il Doge dava dei gioielli e ori alle spose. Infatti, queste spose prima andavano al Palazzo Ducale per riceverli dal Doge e poi si dirigevano verso la Chiesa di Santa Maria Famosa per la celebrazione del matrimonio. 
Questa tradizione della festa delle Marie viene mantenuta fino ai tempi moderni. Attualmente la festa comincia il pomeriggio del primo sabato del carnevale. Vengono scelte le dodici Marie nei giorni precedenti e, durante la festa, vengono accompagnate dai musicisti e sbandieratori in costumi d’epoca. Cominciano questo lento cammino dalla Chiesa di San Pietro di Castello e si dirigono verso la Piazza San Marco. Il giorno dopo, sempre in piazza, viene selezionata la più bella tra le 12 Marie a cui viene assegnato un consistente premio. 
Il Volo dell’Angelo:
Il Volo dell’Angelo trova le sue origini durante il sedicesimo secolo e inizialmente si chiamava ‘svolo del turco’. Durante il carnevale, c’era un giovane acrobato turco che camminava su una corda che collegava una barca ancorata sul molo della piazza al Palazzo Ducale. Successivamente questo spettacolo viene trasformato in un volo dell’Angelo quando un uomo, con le ali ed appeso alla corda con anelli, scendeva a gran velocità lungo la fune fino al Palazzo Ducale e riceveva del denaro dal Doge. Tuttavia, a causa di un incidente il volo dell’Angelo viene sostituito dal volo della colombina che consisteva nel sostituire l’artista acrobato con una colomba fatta in legno. 
Attualmente si festeggia il volo dell’Angelo durante il mezzogiorno della prima domenica di festa: dal Campanile, un uccello meccanico effettua la discesa sulla corda verso il Palazzo. A metà strada, si apre una botola dalla parte inferiore dell’uccello che libera dei coriandoli e confetti o piccoli doni sulla piazza. Solo dal 2001 in poi, viene ripreso il volo dell’Angelo con un uomo in carne e ossa: un artista, assicurato da un cavo mettalico, scende lungo la corda. Viene organizzato un secondo volo denominato volo dell’Aquila che si organizza nella settimana successiva a quella del colo dell’ Angelo, da cui ricalca le modalità.